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Economia Circolare Tessile: La Sfida del Secolo e il Modello Prato
L’economia circolare non è solo una tendenza, ma il pilastro della transizione ecologica. In questo contesto, il distretto tessile di Prato si conferma un leader globale, capace di trasformare la tradizione centenaria dei “cenciaioli” in un modello di innovazione sostenibile. In questo articolo approfondiamo la visione del Consorzio Corertex attraverso l’intervista rilasciata a “La sfida del secolo”.
Consorzio Corertex: La Forza di Fare Squadra
Il Consorzio Corertex nasce dall’unione di imprenditori specializzati nel riuso e nel riciclo con un obiettivo comune: fare rete per affrontare le sfide del mercato moderno.
Esperienza Storica: Prato pratica l’economia circolare dal 1850. Il consorzio oggi evolve questo know-how per dialogare con le istituzioni.
Obiettivo Istituzionale: Corertex funge da ponte tra le aziende e i decisori politici, portando soluzioni tecniche basate su una realtà che già oggi recupera fino al 90% dei rifiuti tessili.
Le Sfide Normative: EPR e End of Waste
Il settore tessile si trova davanti a cambiamenti normativi epocali che richiedono una guida esperta:
EPR (Responsabilità Estesa del Produttore): Una normativa che ridefinisce le responsabilità di chi immette capi nel mercato.
End of Waste: Il passaggio cruciale in cui il materiale cessa di essere considerato rifiuto per diventare materia prima seconda.
Sostegno Politico: Il consorzio spinge per una fiscalità agevolata e misure che stimolino concretamente la domanda di materiali riciclati.
Il “Modello Prato”: Dall’Impatto Sociale alla Materia Prima
Il processo di recupero pratese è un ecosistema unico che unisce ecologia e solidarietà:
Raccolta e Impatto Sociale: La collaborazione con le cooperative sociali permette l’inserimento lavorativo di lavoratori fragili, dando valore umano alla raccolta degli indumenti.
Cernita Manuale: La tecnologia non può sostituire l’occhio umano. La selezione dei capi è un’attività soggettiva ed esperta che definisce cosa può essere riusato e cosa deve essere riciclato.
Ottimizzazione: Attraverso passaggi rigorosi, si riesce a creare ordine dal caos, standardizzando un materiale di partenza estremamente eterogeneo.
La Minaccia del Fast Fashion
Nonostante l’eccellenza del distretto, emerge una nuova sfida: la qualità dei materiali.
Bassa Qualità: L’avvento del Fast Fashion e dell’Ultra Fast Fashion sta immettendo sul mercato capi difficilmente riciclabili o riutilizzabili.
Efficienza in Calo: A causa della scarsa qualità dei prodotti nuovi, la capacità di recupero totale è scesa negli ultimi anni dal 97% al 90%.
Consumo Consapevole: La vera transizione passa anche dal “comprare meno e comprare meglio”, riducendo l’impatto di microplastiche e sostanze dannose.
Un Futuro a Impatto Zero
Il lavoro del Consorzio Corertex e dei suoi associati dimostra che il riuso è il primo, fondamentale gradino della circolarità. Il riconoscimento ufficiale, a partire dalla necessità di un codice ATECO specifico, è il prossimo passo per dare dignità a un settore che è il cuore pulsante della sostenibilità europea.
Per vedere l’intervista completa:
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Crediti:
TV Prato




