
Il Consorzio Corertex appoggia i dazi doganali sui piccoli pacchi dall’Asia: «Una misura utile per la filiera tessile»
Novembre 18, 2025Entrata in vigore della tassa sui pacchi extra-UE: Corertex chiede di destinare parte dei proventi a riuso e riciclo tessile
Con l’inizio del nuovo anno è entrata in vigore la tassa di due euro sui pacchi provenienti dai paesi extra-Unione Europea, applicata alle spedizioni con valore dichiarato pari o inferiore a 150 euro e riscossa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al momento dell’importazione definitiva delle merci. 
La misura, introdotta nella manovra finanziaria, era stata auspicata dal Consorzio Corertex per arginare il fenomeno degli acquisti incontrollati di fast e ultra-fast fashion, che immettono sul mercato grandi quantità di prodotti a basso costo e di scarsa durabilità. 
Ora, oltre a riconoscere l’effetto deterrente verso importazioni di bassa qualità, Corertex chiede che una parte dei proventi derivanti dalla nuova tassa venga destinata a sostenere la filiera del riuso e del riciclo tessile, un settore che sta attraversando una fase di difficoltà gestionale ed economica. 
Secondo il presidente Raffaello De Salvo, già promotore dell’idea nel corso dei tavoli ministeriali sulla crisi della raccolta degli scarti tessili, la tassa può avere un duplice valore:
• come deterrente per scoraggiare acquisti di prodotti dalla qualità discutibile;
• come strumento per finanziare le attività di recupero tessile in attesa dell’implementazione definitiva del decreto EPR. 
Pur non disponendo di dati precisi sul numero di pacchi extra-UE importati ogni anno nel nostro paese, Corertex sottolinea che, a livello europeo, si stimano oltre 4,5 miliardi di pacchi simili, potenzialmente in grado di generare decine di milioni di euro di gettito per le casse pubbliche. 
Il Consorzio rimarca l’importanza di stimolare la domanda di fibre riciclate, coinvolgendo anche i grandi marchi internazionali come volano per l’adozione di materiali rigenerati su larga scala. Allo stesso tempo, De Salvo richiama l’attenzione sulla necessità di contrastare il fenomeno del greenwashing e di garantire trasparenza nelle informazioni ambientali sui prodotti tessili. 
Una fiscalità più favorevole e politiche pubbliche capaci di incentivare la domanda di materiali riusati e riciclati sono ritenute fondamentali dal Consorzio per trasformare l’economia circolare da teoria in pratica strutturata e duratura.
Crediti:
Economia – Edizioni locali: Prato



